Ho pubblicato su questo blog una paginetta dal roboante titolo “.Net Developer Toolbelt“. Ovvero una raccolta di strumenti del perfetto programmatore .net. O, traducendo non alla lettera una “Cassetta degli attrezzi del programmatore .net”. Essendo l’elenco basato sull’eseperienza personale e diretta è ovvio che questo elenco rappresenta il mio metodo di lavoro e il mio modo di programmare. Con questo non voglio dire che suggerimenti e/o correzioni non sono ben accetti, anzi.
Ho da poco scoperto un fantastico plugin per ReSharper 4.1 che introduce il supporto alle rules di StyleCop si chiama StyleCop for ReSharper. Il plugin è disponibile come progetto presso l’ormai arcinoto CodePlex. Essendo un grandissimo fan di entrambi i tools non posso che essere entusiasta di questa cosa. Il progetto è ancora in una fase di sviluppo intensivo e nonostante questo molte funzionalità interessanti sono già disponibili. Per conto mio ho già provveduto a scaricare la versione preliminare. A breve magari qualche opinone.
Come dice sempre un mio collega
Cosa? Che il post precedente sugli uffici di Google mi generi una quantità enorme di spam nei commenti. Cioè è come se la parola magica “Google”, attirasse l’attenzione degli spammer in un’unica direzione. Tipo la falena con la luce notturna di un lampadina. Foooorte. Ops… allora anche questo post…
Oggi mi è finalmente arrivato il libro Microsoft.Net: Architecting Applications for the Enterprise di cui accennavo qualche post addietro. Ad una breve lettura superficiale il contenuto sembra fantastico. Un libro che va a colmare un vuoto nella letteratura standard, che va a cristallizzare alcuni concetti chiave della moderna accezione di software architect. Veramente ben fatto. Ancora complimenti quindi ai due autori del libro Dino Esposito ed Andrea Saltarello.
E visto che con questo simpatico ordine effettuato su ibs.it, mi sono giunti insieme anche due simpatici buoni sconto, prevedo già un nuovo ordine all’orizzonte.
C’è una cosa che impari subito quando entri nel mondo del lavoro. Una cosa che anno dopo anno si conferma costantemente. Una cosa che tutte le volte, non so come, ti stupisce e ti lascia basito. Una cosa che fatichi a credere ma che puntualmente accade. Cosa?
Che il commerciale della tua azienda:
- Non conosce minimamente il business del prodotto che stai realizzando
- Che non capisce un acca di informatica (oltre ad office s’intende)
- Che ride e annuisce sempre, anche quando non serve
- Che quel suo sorriso beffardo è sintomo di fregatura
- Che con il cliente è sempre e perennemente piegato a 90° e dice si a tutto
- Che stima il lavoro in due mesi quando c’è ne vorrebbero 20
- Che fa solo danni, non porta soldi e si sente un Dio in terra
Insomma una figura professionale inutile oltre che nociva. Ma che ahimè nel nostro sistema provinciale imprenditoriale è una figura di spicco. Gentaglia, come direbbe
my brother.
L’impagabile CodeProject pubblica un articolo di approfondimento su alcune delle novità di C# 4.0. Tra le tante innovazioni che mi piacciono (vedi i Code Contracts) ne esiste almeno una che non digerisco: la nuova parola chiave dynamic. Quando ho letto per la prima volta dell’introduzione di questa keyword, un brivido mi ha attraversato lungo la schiena. No dai dynamic no. E invece si. E’ forse questa è la più controversa delle, tante, nuove e interessanti feature del framework 4.0.
Nonostante i pareri favorevoli di molti “guru” del settore (sia italiani che stranieri) e i gli articoli che ne elogiano l’utilizzo, rimango sostanzialmente sospettoso e prevenuto. Non lo so, però mi sembra un cambiamento radicale e “filosoficamente” troppo azzardata. Vabbè che omai i dynamic language sono di moda. La moda si può anche creare senza inseguirla, come del resto ha fatto per molto tempo il .net framework.
Staremo a vedere con un prova sul campo, ovviamente appena possibile.
Posso dire con certezza che “Englishman In New York” di Sting sia la canzone più bella che abbia mai ascoltato. Nonostante i miei gusti musicali spazino dalla rock alla techno, dalla classica alla pop, questa in particolare riesce a sintetizzare tutto. Tutto in colpo solo, tutto il bello e il sublime della musica, del suono come arte, come mezzo verso una coscienza superiore. Altrimenti non riuscirei a spiegarmi perché tutte le sante volte, che iniziano le prime 3 note di questo capolovoro di String, mi vengono i brividi. Deve essere per questo motivo. Per forza.
Ebbene si. Finalmente ho ordinato su Ibs.it Microsoft.Net: Architecting Applications for the Enterprise. Entro 5 giorni dovrebbe arrivarmi. Pubblicato da poco più di un mese, si appresta ad essere uno dei libri più venduti della categoria. Un libro che solo guardando gli autori già dice tutto. E la dice lunga. Attesissimo da tempo, questa pietra miliare di Andrea Saltarello e Dino Esposito, è un incredibile contenitore di patterns and practicess per architetture enteprise. In .net of course, ed io non sto certo qui a farmi sfuggire questa occasione per impareare cose nuove
Ovvero il peggior software della storia dell’informatica. Non sto scherzando. Con sicurezza posso affermare che questo programma della Motorola sia il peggior software che abbia mai visto. Pieno di bug, interfaccia grafica raccapricciante e blocchi continui. Una cosa senza precedenti lo giuro. Tutte le volte è un’impresa compiere anche la più semplice operazione. Per connettermi ad internet tramite il telefono, devo prima visualizzare l’elenco dei contatti altrimenti si blocca e mi sconnette il telefono. Un nervoso! A volte vorrei avere tra le mani il programmatore (o i programmatori) di questo schifezzo infernale. Vabbè mi sono sfogato.