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Indovina chi? Giochi MB
Così recitava il famoso spot degli anni 80 dell’arcinoto gioco in scatola Indovina chi?. Il gioco è molto semplice. Si gioca in due ed ad ognuno viene data una tavoletta con 24 figurine che rappresentano persone con vari tratti somatici. Lo scopo del gioco è quello di indovinare la figurina scelta dall’avversario attraverso delle domande tipo “Hai i capelli biondi?” oppure “E’ maschio o femmina?” o ancora “Porta gli occhiali?”. Quest’ultima, in particolar modo, era la domanda utilizzata dallo spot che cantava:
Porta gli occhiali? il capello com’è? Ma è Jack ecco chi è!
Indovina chi? Giochi MB!
Aaaah bei ricordi. Indimenticabile… ma torniamo a noi. Tutta sta pappardella di premessa per raccontare un tragicomico aneddoto avvenuto nella mia simpatica azienda. Qualche giorno addietro arriva una mail dall’amministrazione che mi avvisava che presto avrei avuto la possibilità di esprime un giudizio in modo anonimo sul clima aziendale e sul mio responsabile attraverso un questionario. Non è il primo anno che si attiva un’iniziativa del genere. Per cui tanto di cappello per la perseveranza, nonostante tutto.
Finalmente ieri mi viene comunicata, tramite una seconda mail, la procedura da seguire. Per garantire l’anonimato ma anche l’univocità della compilazione è necessario pescare a caso, da una scatola, una delle tante buste chiuse contenenti al loro interno una password. Successivamente collegarsi ad un sito web apposito nella intranet aziendale immettendo solo la password e il questionario ha inizio.
Due premesse:
- L’azienda in cui lavoro attualmente conta più 1000 dipendenti sparsi in circa 5 sedi e suddivisi a loro volta in circa 7-8 divisioni interne.
- Essendo un informatico mi è chiaro il fatto che se mi collego ad un sito web nella intranet aziendale automaticamente l’anonimato non è più garantito. Soprattutto se per farlo utilizzo il portatile aziendale con nome del computer, ip e mac address noti al settore IT all’azienda.
Ma facciamo finta che non ci sia mala fede in tutto questo.
Inizia il questionario e le prime 4 domande sono:
- Qual è la sede in cui lavori?
- Qual è la divisione in cui lavori?
- Qual è il tuo ruolo?
- Da quanti anni lavori in azienda?
Eh eh eh! Ora, va bene tutto, ma queste domande sono davvero una presa in giro! Voglio dire, Porta gli occhiali? il capello com’è? Ma è Massimo ecco chi è!
Senza contare che per, la serie “Almeno l’itagliano sallo”, le prime tre domande erano scritte con l’accetto tra Qual ed è (Qual’è!). Da sganasciarsi dalle risate.
O no?
Almeno l’itagliano sallo!
Citando un famoso racconto umoristico che circolava per email qualche anno addietro. Si perché è da molto tempo che mi capita di leggere su documenti, blog, forum, newsgroup e perfino relazioni interne un termine che probabilmente non è corretto. Il termine, o più precisamente il verbo, che leggo spessissimo è manutenere. A volte, addirittura, scritto con un enne in più manuntenere. In ogni caso inteso come l’azione di manutenzione che è sottilmente diverso dal verbo mantenere.
Non sono un professore di italiano, e si capisce, per questo motivo mi sono rivolto ai principali dizionari presenti in internet e al mio vecchio cartaceo dizionario Zanichelli. Ebbene il termine manutenere (o manuntenere) non è riconosciuto da nessuno di questi. Effettivamente la cosa è strana. Anche perché manutenere sembra italiano e in alcuni contesti suona particolarmente bene.
Questi sono i dizionari su cui mi sono basato:
- Manutenere su Dizionario-italiano.it
- Manutenere su DeMauro
- Manutenere su Sapere.it
- Manutenere su Garzanti Linguistica (richiede la registrazione)
Il problema però, è che cercando il termine con Google ho trovato che tre siti ne parlano e che ne confermano l’esistenza e la correttezza:
- Sul forum di WordReference qualcuno chiede chiarimenti
- Una voce sul dizionario Dizi.it spiega il significato
- Secondo myEtymology.com il termine ha origini latine
A questo punto non so più a chi credere. Sono confuso più di prima. Un atroce dubbio mi rimane, a chi credere?
Il blocco dello scrittore
Quest’anno, per il mio compleanno, ho ricevuto dai colleghi un regalo: un taccuino della Moleskine. Ad essere sincero non mi aspettavo proprio questo bel regalo e devo dire la verità erano mesi che pensavo di prendermene uno.
Tutto bene quel che finisce bene, quindi. E invece no. All’interno troviamo infatti un simpatico foglietto con la storia del più noto taccuino del mondo che recita categorico:
Moleskine è il leggendario taccuino degli artisti e intellettuali europei degli ultimi due secoli: da Van Gogh a Picasso, da Ernest Hemingway a Bruce Chatwin. […]
Dopo aver letto una cosa del genere ho avuto una specie di inquietudine, un’ansia strana, un blocco mentale, in pratica il blocco dello scrittore. Una staticità che non mi lascia da quasi 3 mesi. Da quando a febbraio ho ricevuto il presente non sono ancora riuscito a scrivere una che sia una parola sul noto taccuino. Non riesco proprio a trovare le parole. Cioè, non so se scrivere appunti di lavoro, personali, di viaggio o idee.
Ormai è come un cimelio, bello lindo e immacolato. Senza parole. E per fortuna che sono un programmatore informatico!
Maxoly @ UgiDotNet
Dopo tanto tempo, ho finalmente deciso di entrare a far parte attivamente della community .NET iscrivendomi ad UgiDotNet ovvero lo User Group Italiano su Dot Net. In questo modo potrò partecipare sia agli eventi che ai workshop e contribuire attivamente alla crescita della comunity attraverso anche un blog che ti viene assegnato all’atto dell’iscrizione. Nel mio caso il titolo del nuovo blog è To bit, or not to bit.
In questo blog parlerò esclusivamente di .NET e mi impegnerò ad alimentarlo con appunti personali ed esperienze lavorative. In un quadro più ampio questo blog (massimooliviero.net) diventerà un blog sempre più orientato su questioni personali e di tempo libero, tralasciando quindi l’aspetto informatico e lavorativo della mia vita, mentre BlogInformatico sarà il raccoglitore di soluzioni e tecniche di programmazione di un certo rilievo, accumulate sul lavoro e con l’esperienza diretta.
Si aggiunge così un nuova e importante tessera nel mosaico dei progetti personali, nella speranza di poter crescere sia professionalmente che umanamente.
