Massimo Oliviero

I deliri digitali di un programmatore informatico e aspirante fotografo…
dicembre 15th, 2008

Kymnto.net fine di un’odissea

Finalmente, e inaspettatamente aggiungerei, il dominio Kymnto.net è tornato in mio possesso. Ma facciamo un passo indetro. Nel lontano 2005 realizzo un album di musiche strumentali dal titolo “Racconti brevi”. Questo album fa parte di un un progetto musicale di nome “Kymnto”. Un progetto sonoro sperimentale per diletto personale e per regalo.

In occasione dell’uscita dell’album, uscita nel senso giorno ufficiale di consegna ad amici e parenti, realizzo il sito web ufficiale.  A giugno 2005 acquisto il dominio www. kymnto.net. Ad ottobre 2006 il sito web è online.  Fin qui tutto bene. Passa un anno e verso la metà del 2007 iniziano ad arrivarmi le email del provider che mi invitano a rinnovare il dominio.  Per un’inperdonabile svista del sottoscritto faccio passare due giorni oltre la scadenza del dominio. E’ fatta anzi… è la disfatta. Nonostante i miei ripetuti tentativi di registrazione (e di rinnovo), il dominio era perso. La enomnz.com lo aveva registrato in tempo record. Qualche giorno dopo sul sito kymnto.net campeggiava una simpatica signorina con zainetto che con fare ammicante consigliava una ventina di link verso altri simpatici siti. Rabbia, nervoso e sconforto. Vabbè scemo io. Mi metto il cuore in pace.

Fino a quando l’altro giorno, per puro caso, rileggo il primo post di questo blog. Il post di benvenuto che mi introduceva, di nuovo, nel mondo dei blogger. Sistemo alcuni errori nel testo e, ancora per puro caso, clicco sul dominio kymnto.net. E bam! Il dominio non esiste! Come non esiste?!?. Mi fiondo su Register.it e verifico se è tutto vero. Si! Register.it conferma che il dominio è “disponibile“. Evvai! Mi fiondo su TopHost.it, il mio attuale provider di fiducia. Ordino il prodotto TopWeb e il giorno 11 Dicembre 2008 il dominio kymnto.net ritorna mio! Come si dice: tutto è bene quel che finisce bene. E che mi serva da lezione.

novembre 13th, 2008

Englishman In New York

Posso dire con certezza che “Englishman In New York” di Sting sia la canzone più bella che abbia mai ascoltato. Nonostante i miei gusti musicali spazino dalla rock alla techno, dalla classica alla pop, questa in particolare riesce a sintetizzare tutto. Tutto in colpo solo, tutto il bello e il sublime della musica, del suono come arte, come mezzo verso una coscienza superiore. Altrimenti non riuscirei a spiegarmi perché tutte le sante volte, che iniziano le prime 3 note di questo capolovoro di Sting, mi vengono i brividi. Deve essere per questo motivo. Per forza.

ottobre 17th, 2008

Ancora una cosa…

Ci sto prendendo gusto. No così… per ricordarmi le cose da fare, riorganizzare le tante idee e molto confuse in testa e formalizzare i concetti. Da qualche parte devo pur prendere un appunto no? e visto che con Windows Live Writer ci sto prendendo gusto (anche se non funzica bene con i tag di wordpress) scrivo un altro post con alcune cosette interessanti da vedere in questi giorni di pseudo-vacanza.

Innanzitutto i libri. Vorrei leggere il tanto discusso libro Gomorra di Roberto Saviano. A forza di leggere libri di informatica rischio di rimanere rinchiuso nel virtuale a discapito del reale. Altro libro interessante che vorrei leggere è La banalità del Male. Altro genere, ma ancora una volta molto reale.

Tornando al virtuale :-D . C’è il nuovo Microsoft Sync Framework da provare assolutamente. Almeno per capire le potenzialità di questo simpatico framewrok di sincronizzazione. Interessante per alcuni progettini che ho in testa da tempo. E in fine… F#. Ho iniziato a dargli un’occhiata ma anche in questo caso è da approfondire.

Ci sarebbe anche il discorso musica. Un capitolo solo per quello. Premesso che ho mollato un pò l’ambiente musicale in favore di quello professionale/lavorativo, vorrei ascoltare musica nuova. Nin’zò ci devo pensare. Sono convinto che il mio WinAmp si sia stufato di riprodurre gli stessi 10 brani da mesi e mesi come si nota chiaramente dal mio profilo Last.fm qui a lato.

Per il momento mi sembra tutto… quanti anni ho per tutto questo? :-P

maggio 3rd, 2006

Ecco cosa intendo

Riascoltando una versione live particolarmente intensa de “La cura” di Franco Battiato mi sono effettivamente reso conto che questa è esattamente una canzone d’amore come la intendo io. Niente “ti amo”, niente “ti voglio”, niente “ti penso” e frasette inutili e banali. Smancerie sconvenevoli per una vera canzone d’amore che vuole esprimere un concetto nobile.

Mi piacciono particolarmente i passi: “percorreremo assieme le vie che portano all’essenza” e “supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare”. Incredibile… incredibile davvero.

Technorati Tags: ,,
aprile 12th, 2006

L’alba di un nuovo giorno

Son qui che riascolto la mia ultima fatica musicale. Sempre se di fatica si può parlare, visto che è un abbozzo un pò dissonante e fuori ritmo. Ma è incredibile come l’armonia e la sequenza di note si formino da se, come se fossero sempre esistite, come se non aspettassero altro che qualcuno le scovasse. E’ veramente incredibile.

E va bene comunque… finalmente dopo tanto tempo ritorna un pò di ispirazione e finalmente un’ispirazione con venature positive visto che fino ad ora tutte le composizioni erano sul triste/malinconico andante. Questa nuova invece no, ha quel non so che di positivo, di gioioso. E il titolo di questo post da il titolo alla creazione, o almeno credo, visto che sono indeciso tra “L’alba di un nuovo giorno” e tra “Una nuova alba”. Tutt’e due banali, lo so, ma quello mi viene. Qual’è meglio?

Pensiamoci ;-)

P.s.

Prima mentre suonavo e registravo ho sbagliato alcune note, creando un effetto molto bello non voluto. Fantastica questa cosa.

Technorati Tags: ,,
novembre 5th, 2005

The Corrs: l’album che non si dimentica e quelli che si perdonano

f_n_fHo conosciuto i TheCorrs nel lontano 1996 quando mio fratello, tornato dalla splendida irlanda, portò a casa il primo album del gruppo pop irlandese Forgiven not forgotten. Il disco è qualcosa di magico e avvolgente.Grazie alla 15 canzoni che compongono il disco è possibile rivivere le atomosfere e suoni tipici della cultura irlandese con estrema leggerezza grazie alle venature pop che caratterizzano tutti i brani.

Le canzoni che emanano più vibrazioni sono sicuramente l’intro strumentale Erin shore (traditional intro), l’energica Forgiven not forgotten, la spensierata Runaway e la triste Closer.Basta. Per me questi sono e rimangono i TheCorrs. Ho ascoltato tutti gli altri album del gruppo senza riscoprire la stessa magia del primo.

Talk on corners (1997), In blue (2000) e Borrowed heaven (2004), non sono dei brutti album, anzi. Sono dei brutti album pop-folk irlandesi, sono dei bellissimi album pop. Semplice. Gli album successivi a Forgiven not forgotten sono album completamente pop. Album dove spariscono totalmente o quasi strumenti come il violino e il Tin whistle. Con questo non voglio sminuire in nessun modo il talento artistico dei quattro fratelli Corrs, è solo che t’innamori così tanto del primo album con le sue atmosfere che è incredibilmente difficile apprezzare in pieno la svolta pop dei dischi successivi.Comunque sia i TheCorrs sono da ascoltare, anche perchè le 3 sorelline… meritano… Open-mouthed smile

Riferimenti
http://www.thecorrswebsite.com/
http://www.breathless-thecorrs.com/ (Bellissimo sito non ufficiale in italiano)
http://www.thecorrs.it/

Technorati Tags: ,,
novembre 4th, 2005

23 am il dopo Dreamland di Robert Miles

23_amParecchi anni fa Robert Miles balzò in testa alle classifiche musicali europee, tra cui quella italiana, con un bellissimo pezzo: children. Una vera pietra miliare del genere dream. Dopo children seguì fable eone an one e in fine l’album dreamland appunto. Correva l’anno 1996.
Dopo circa due anni uscì il suo secondo album 23 am. Un album che pochi conoscono, meno commerciale del precedente, ma che rappresenta la punta di diamante del genere dream, con sonorità e armonie ambient. Le undici canzoni che formano il disco sono una miscela equilibrata di suoni techno, sintetizzatori e timbri naturali.

Lo strumento portante di tutto l’album è certamente il pianoforte, spesso accompagnato da brevi giri di chitarra e di sax. Delle undici canzoni solo quattro sono cantate, tutte da una voce femminile. Sintetizzatori e suoni campionati sono tra gli ingredienti principali.L’album inizia con Introducing un pezzo che appunto introduce il viaggio che l’ascoltatore sta per intraprendere. Il suono di un temporale seguito da una voce femminile ci porta con delicatezza al secondo pezzo, A new flower. In questo caso la voce innocente di un bambino in fasce ci prelude ad un assolo di chitarra ed una voce maschile che esprime delle esigenze primordiali.Si continua con un’altra voce femminile che introduce uno dei pezzi più belli ed espressivi di tutto l’album: Everyday life. Con questa canzone si raggiunge l’apice delle sensazioni che il genere dream può trasmettere. Gli oltre dieci minuti di musica esprimono il disagio del vivere e si pone delle domande esistenziali. Incisiva la frase “…maybe this world is broken mirror… reality in reverse… maybe is a just shadow of parallel universe… I don’t know…“. Alla fine una risposta non c’è, possiamo solo vivere la vita di tutti i giorni.Il quarto pezzo Freedom è forse la canzone più commerciale dell’album. Non per niente è stato scelta come primo singolo per il lancio del disco.

Dopo troviamo Texture, un pezzo decisamente malinconico con un’armonia semplice e incisiva.Fino a giungere ad Enjoy il quinto brano. Inizia con un ritmo più serrato rispetto ai brani precedenti. Una melodia che si regge su più strati di pianoforte, su un tappeto di pad e di batterie campionate. Il tema principale trasmesso dal pezzo è quello di godersi la vita, perchè non ascoltarlo? Smile .Ancora una volta una voce femminile ci apre la strada a Flying Away. Un brano dream per eccellenza, tutta la potenza del genere musicale concentrata in quasi cinque minuti di pianoforte, archi e violini con una voce particolare, quella di una balena.Il rumore delle gocce ci accompagna a Heat Wave. Un pezzo strumentale introspettivo, che ci porta a quello che forse è il brano più bello dell’album, Maresias. In questo caso il sax e i violini reggono l’intera melodia della canzone che esprime malinconia in un’esplosione di sensazioni surreali.L’album si chiude con due pezzi significativamente diversi rispetto ai brani precedenti, Full Moon e Leaving Behind. Sono brani con un taglio decisamente più techno accompagnati da una voce femminile che chiude le danze.Secondo le parole dello stesso Robert Miles questo è stato un album sperimentale, transitorio. Secondo me è stato uno degli album più rappresentativi del genere dream nella sua essenza più pura. Il desiderio di Robert di rimanere indipendente, rispetto ai grossi nomi della music business, lo ha portato a rilasciare nell’anno 2001 il suo terzo album “sperimentale”, Organik.

Ma questo è un altro post…

maggio 30th, 2005

Sto ascoltando… l’album Push The Button dei The Chemical Brothers

…ed è futuro! I fratelli chimici sono avanti anni luce rispetto all’elettronica contemporanea, non saranno degli alieni venuti dal futuro?

maggio 24th, 2005

Sto ascoltando… l’album Just Be 2004 di DjTiesto

…e fino ad ora è spettacolare. DjTiesto è e rimane un guru della Trance e non solo… a più tardi per altri aggiornamenti…

maggio 19th, 2005

Sto ascoltando… l’’album Hotel di Moby

…ed è come dire noioso. Innovazione zero, tra uno sbadiglio e l’altro nessuna canzone mi ha neanche leggermente toccato. Sembra un disco vuoto, di idee e di armonia. Bah! mi aspettavo di meglio, in fondo 18 il precedente album non era male e qualche canzone si salvava. Purtroppo il peso del primo album Play è un fardello difficile da scaricare. Peccato per Moby, magari il prossimo album…

Aggiornamento del 25/05/2005
Okkey, si riconfermo, l’album è vermente brutto, anche dopo averlo ascoltato più volte. E adesso tiro fuori le motivazioni. Primo di tutto i suoni. Allora i timbri che utilizza sono degli anni ottanta. Vangelis li utlizzava magnificamente in quel periodo, ora siamo nel duemilaecinque. Basta. Lo stesso discorso vale per i pad che utilizza. Sempre lo stesso nella maggior parte delle canzoni, alché si ha quella sensazione di piattezza che caratterizza un pò tutte le canzoni. Poi. Ricerca armonica zero. Persino il suo modo particolare di cantare e la sua voce a volte infastidisce.